giovedì, gennaio 18, 2007

Base Vicenza: Della Vedova , Prodi non può giocare due parti in commedia




Dal capo del Governo troppa ambiguità e pochissima responsabilità.

Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, Presidente dei Riformatori Liberali e deputato di Forza Italia:
“Sulla vicenda della base di Vicenza Prodi sta affrontando una questione delicata con troppa ambiguità e pochissima responsabilità. Non si oppone, ma rimette la responsabilità al precedente Governo. Non decide una linea, ma lascia che convivano, all’interno del Governo e della maggioranza, linee diverse e contraposte, destinate a esplodere sul piano locale.
Prodi non può recitare due parti in commedia. Non può essere il capo del Governo che “non si oppone” all’ampliamento della base e il capo della maggioranza che, per una buona metà delle sue componenti, sta organizzando sul piano politico la “resistenza” a questa decisione. Governo e maggioranza hanno il dovere di decidere in modo chiaro su una questione che non è meramente “urbanistica”, ma che attiene alle alleanze politico-militari e alla sicurezza del nostro paese.
Che qualcuno pensi di ricorrere ad un referendum consultivo locale per avallare o contrastare l’ampliamento della base di Vicenza è un ulteriore segno da parte dell’Unione di irresponsabilità e di abdicazione alle responsabilità di governo.

Roma, 17 gennaio 2007.

venerdì, gennaio 12, 2007

Liberalizzazioni: Della Vedova su Bersani, Dai balzelli sui telefonini incassa più lo stato dei gestori






Audio conferenza stampa





La riforma indispensabile è l’abolizione della tassa di concessione governativa. Presentata proposta di legge per l’abolizione della tassa di concessione governativa sull’utilizzo dei terminali di comunicazione mobile e personale in tecnica GSM/UMTS
Sintesi della conferenza stampa tenuta quest’oggi alla Sala Stampa di Montecitorio da Benedetto Della Vedova, Presidente dei Riformatori Liberali e Deputato di Forza Italia
In Italia vi sono circa 67 milioni di utenze di telefonia mobile.
Il 98% di queste utenze è composta da carte ricaricabili contro il 2% di contratti di abbonamento.
Sulle carte ricaricabili non grava una tassa di concessione governativa, che invece è applicata sui contratti di abbonamento in questa misura: 5,16 euro per l’uso familiare e 12,81 euro per l’uso aziendale (condizione necessaria per la detrazione o deduzione delle spese di traffico fatturate).
Il gettito della tassa di concessione governativa (che riguarda – è bene ricordarlo- solo il 2% delle utenze di telefonia mobile) è pari a circa 600 milioni di euro annui.
I costi di ricarica richiesti dai gestori ai clienti delle carte ricaricabili sono pari a 1,7 miliardi di euro (Iva compresa). Di questi 1,7 miliardi di euro circa 800 tornano allo Stato tra imposte dirette e indirette (300 solo di Iva).
Tra tassa di concessione governative e imposte dirette e indirette sulle ricariche (al netto del traffico telefonico), lo Stato incassa ogni anno almeno 1,4 miliardi di euro, mentre il margine dei gestori per i cosiddetti costi di ricarica addebitati ai clienti è di circa 900 milioni di euro.
Le cifre dimostrano :
1. che dai balzelli sulle spese telefoniche non riferibili al traffico effettivamente svolto dai clienti lo Stato incassa assai più dei gestori;
2. che il costo di ricarica è uno degli effetti perversi del permanere di una antistorica tassa di concessione per gli abbonamenti di telefonia mobile (non casualmente tanto i costi di ricarica quanto la tassa di concessione sono un unicum nel panorama europeo) e ciononostante i consumatori continuano a preferire le carte ricaricabili ai contratti di abbonamento. Sono state le autorità indipendenti su Antitrust e Comunicazioni a spiegare le ragioni economiche di questa scelta: “Per cogliere la portata della TCG sul prezzo effettivo del servizio, occorre considerare che nel 2005 la spesa media mensile in traffico dei clienti del servizio prepagato – vale a dire della stragrande maggioranza degli utenti retail – non ha raggiunto i 15 euro. Di conseguenza, qualora tali utenti si fossero avvalsi del servizio in abbonamento, la sola tassa di concessione governativa avrebbe provocato in media un aggravio di prezzo superiore al 40%” (Indagine conoscitiva sui contributi di ricarica nei servizi di telefonia mobile a credito pre-pagato, novembre 2006- AGM/AGCOM)”. L’aggravio medio di prezzo connesso alle spese di ricarica è invece pari al 18,3% (AGM-AGCOM, indagine citata);
3. che è possibile ridurre i costi per i clienti solo usando meccanismi di mercato (a partire dalla riduzione del peso fiscale sui contratti di telefonia mobile) e non attraverso interventi dirigisti e “distorsivi” del Governo, come quelli annunciati dal Ministro Bersani, che avrebbero il solo effetto di incrementare il costo di traffico a compensazione dell’”abolito” costo di ricarica e quindi di non produrre alcun risparmio per i consumatori.

Il Gruppo di Forza Italia chiederà l’immediata calendarizzazione della proposta di legge relativa all’abolizione della tassa di concessione governativa sull’utilizzo dei terminali di comunicazione mobile e personale in tecnica GSM/UMTS.

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mercoledì, gennaio 10, 2007

Cellulari: Della Vedova, Intervengano le Autorita’, non il governo



Riduzione costo ricarica auspicabile, ma Bersani non si lasci tentare dal dirigismo creando un pericoloso precedente.
Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, Presidente dei Riformatori Liberali e deputato di Forza Italia
‘Il costo di ricarica per i cellulari non piace a nessuno e l’auspicio di una sua cancellazione espresso dal Ministro Bersani è del tutto condivisibile.
Un provvedimento governativo in tal senso, però, creerebbe un precedente pericoloso di interferenza dell’esecutivo sul libero mercato. E ci auguriamo che il Ministro Bersani non vorrà utilizzare l’indubbio consenso popolare di una tale misura per giustificare una politica dirigista.
Se il comportamento degli operatori presenta profili di illegittimità, dal punto di vista della concorrenza e dei cartelli tra imprese o da quello della trasparenza e della congruità delle tariffe, titolari di eventuali azioni coercitive sono le Autorità indipendenti, non il Governo.
Una cosa che non le Autorità, ma il Governo e il Parlamento certamente possono invece fare, è cancellare l’iniquo e antistorico balzello della tassa di concessione governativa (da 5,16 a 12,81 euro al mese) che grava sugli abbonamenti di telefonia mobile, e che contribuisce a spingere verso il sistema a ricarica la quasi totalità degli utenti.’

Roma, 10 gennaio 2007

martedì, gennaio 09, 2007

Coppie di fatto: Della Vedova, Papa non alimenti scontri ideologici











Sulle unioni civili non si combattano astratte guerre ideologiche, ma si consideri la disponibilità degli italiani ad accettare anche nuove forme di convivenza.
Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, Presidente dei Riformatori Liberali e deputato di Forza Italia:
Che il Papa difenda la famiglia “tradizionale” non ci stupisce e non ci scandalizza, nemmeno se sceglie di farlo con vere e proprie invettive.
Ma troviamo un errore politicamente grave mettere in contrapposizione il sostegno alla famiglia e alla maternità con il riconoscimento giuridico delle unioni di fatto, in primis quelle omosessuali, che oggi in Italia non hanno a disposizione alcuno strumento normativo di tutela.
Una legge che dovesse riconoscere alcune prerogative fondamentali alle coppie omosessuali che desiderino registrare pubblicamente la loro unione, non inventerebbe nulla e non destabilizzerebbe nulla, non offenderebbe nessuno, ma semplicemente ratificherebbe un fenomeno ormai ampiamente diffuso e socialmente accettato (anche da una buona parte dei cattolici).
Con le sue parole il Papa rischia di alimentare una contrapposizione ideologica, uno scontro acerrimo e astratto sui fondamenti della società, destinato a provocare divisioni e lacerazioni. Gli italiani vivono infatti con assai maggiore disponibilità e tolleranza l’emergere di nuove forme di unione, che non cancellano ma si aggiungono a quelle “tradizionali”.

Roma, 8 gennaio 2007

venerdì, gennaio 05, 2007

Conti pubblici: Della Vedova, Demenziale usare miglioramento per finanziare pensioni in essere




Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, presidente dei Riformatori Liberali e deputato di Forza Italia:
“Sul miglioramento dei conti pubblici una cosa è certa: i provvedimenti varati dal centrosinistra non c’entrano nulla. E’ invece come minimo “probabile” che la riduzione del fabbisogno sia il frutto di una politica economica – quella del governo Berlusconi - orientata al contenimento della spesa, all’espansione della base imponibile e alla riduzione del carico fiscale, per quanto non incisiva quanto sarebbe stato necessario.
La scelta da fare era ridurre la Finanziaria e non interferire con le dinamiche economiche in atto: una manovra leggera avrebbe assecondato la crescita economica invece di inibirla come fa – dati alla mano - il governo Prodi.
La discussione in atto sull’utilizzo dei fondi è paradossale: l’idea di Damiano di attingere alle maggiori risorse disponibile per “rivalutare” le pensioni in essere – facendo così saltare la logica del meccanismo contributivo – sarebbe un errore devastante, perché produrrebbe aumenti sistematici ed un incremento strutturale della spesa pubblica.”


martedì, gennaio 02, 2007

Saddam: Taradash, Fine tiranno omicida, c'e' giustizia-libertà




Disgustose le lamentazioni del pacifismo oggi filo-islamista
(ANSA) - ROMA, 30 dic - 'L'esecuzione di Saddam Hussein è avvenuta in modo conforme alle leggi irachene e fa seguito ad un processo che, pur nelle difficilissime condizioni dell'Iraq assediato dalla guerriglia, ha visto garantiti i diritti della difesa'. Lo afferma in una nota Marco Taradash, portavoce dei Riformatori Liberali, la formazione di esponenti radicali che ha partecipato alle elezioni nelle liste di Forza Italia.
'Noi deploriamo il fatto che la pena di morte sia iscritta nel codice iracheno, così come in quelli di molti altri paesi democratici e no - aggiunge Taradash - ma non intendiamo affatto eludere il significato politico di giustizia e di libertà che deriva dalla fine ingloriosa di un tiranno omicida. E ci disgustano - conclude l'ex deputato di Fi - le lamentazioni che provengono dai sepolcri imbiancati del pacifismo un tempo filo sovietico o filo castrista e oggi in larga parte filo islamista'.

venerdì, dicembre 29, 2006

Pensioni: Della Vedova, Governo non faccia nulla




Meglio la riforma Maroni delle fumose ricette dell’esecutivo.

Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, Presidente dei Riformatori Liberali e deputato di Forza Italia
La Finanziaria si è conclusa come era prevedibile: i roboanti proclami sul rigore e lo sviluppo hanno inesorabilmente ceduto il passo alle richieste della sinistra massimalista, che ha preteso e ottenuto una finanziaria senza tagli, fatta tutta di aumenti delle tasse e della spesa pubblica.
Se ora il Governo aprisse la discussione sulle pensioni, ci ritroveremmo nella stessa situazione: anziché rivedere il sistema previdenziale all’insegna del rigore e dell’equità tra le generazioni, ci troveremmo con una controriforma dettata dai sindacati e dalla sinistra neo o post comunista; con il risultato di peggiorare la situazione attuale diminuendo di fatto l’età di accesso alla pensione.
Meglio quindi che il Governo non faccia nulla, lasciando che vada a regime la riforma Maroni: seppur con qualche ruvidità, infatti, la riforma del centrodestra segna un indiscutibile passo avanti che rischierebbe di essere cancellato in nome di fumose ricette all’insegna della “maggiore equità”. E a farne le spese sarebbero i conti pubblici e le generazioni più giovani.

giovedì, dicembre 21, 2006

Welby: Della Vedova, Era suo diritto, ha fatto la sua scelta

Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, presidente dei Riformatori Liberali e deputato di Forza Italia

Nel giorno della sua morte bisogna rendere atto a Piergiorgio Welby della straordinaria determinazione e generosità con cui ha condotto una battaglia politica difficile, in una condizione personale drammatica.
Welby ha scelto di esercitare un diritto che la Costituzione gli riconosce e, da dirigente e militante politico quale era e quale andrà ricordato, ha voluto anche negli ultimi scampoli della sua esistenza affermare che le questioni di diritto e di libertà sono le questioni politiche per eccellenza.
Fin dall’inizio abbiamo ricordato che la libertà del malato (quando questi sia vigile e consapevole) e la sua possibilità di scelta di fronte alle cure e ai trattamenti sanitari che gli vengono prospettati è l’unico possibile fondamento di relazioni terapeutiche ragionevoli e rispettose della dignità dell’individuo. A maggiore ragione lo vogliamo sottolineare nel giorno in cui Welby ha fatto liberamente la sua scelta, chiedendo e ottenendo l’assistenza di un medico che, in scienza e coscienza e nel rispetto dei suoi doveri deontologici, ha così ritenuto di adempiere alla volontà del paziente.

Roma, 21 dicembre 2006

mercoledì, dicembre 20, 2006

Finanziaria: Della Vedova, la presa in giro del cuneo




"A conti fatti, dei tagli a Irpef ed Irap resta ben poco"

Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, presidente dei Riformatori Liberali e deputato di Forza Italia:

"Se Romano Prodi si chiede come mai gli italiani sono delusi dalla Finanziaria, forse è solo perché non la conosce a fondo.

Altrimenti si accorgerebbe, ad esempio, che il tanto sbandierato intervento “per lo sviluppo” relativo al taglio del cuneo fiscale è per lo più una presa in giro. In realtà, con la norme della Finanziaria lo Stato si riprende in silenzio con la mano sinistra ciò che suonando la gran cassa dà con la destra ad imprese e lavoratori.

Il “taglio” a favore dei lavoratori si è ridotto alle riduzioni dell’Irpef per i redditi più bassi. Ma il passaggio dalle deduzioni di Tremonti alle detrazioni di Padoa Schioppa fa sì che la base imponibile sulla quale si calcolano le addizionali Irpef regionali e comunali aumenti rispetto al passato: a partire dai redditi di poco superiori a 20mila euro, la maggiore tassazione delle addizionali regionale e comunale finisce per azzerare il beneficio della tassazione Irpef prevista per il 2007.

Rispetto al “taglio del cuneo fiscale” per le imprese – misura effimera, distorsiva e alla lunga controproducente – che il governo effettua riducendo il costo del lavoro nel computo dell’Irap, abbiamo un effetto simile: per le imprese attive nelle cinque regioni con forte deficit sanitario (Lazio, Campania, Abruzzo, Molise e Sicilia) si applicherà la maggiorazione di un punto percentuale dell’aliquota Irap: in queste regioni la riduzione del cuneo fiscale sarà in buona parte cancellata dall’addizionale.”

Insomma, nessun rigore, illusoria “equità” e poco o punto “sviluppo”: c’è di che lamentarsi tutti, Presidente Prodi. O no?"

Roma, 20 dicembre 2006

martedì, dicembre 19, 2006

Libia: Della Vedova, Governo intervenga in sede U.E per salvare infermiere bulgare da condanna ingiusta




Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, presidente dei Riformatori Liberali e deputato di Forza Italia:
“La condanna a morte delle cinque infermiere bulgare e del medico palestinese accusati di avere deliberatamente contagiato centinaia di bambini in un ospedale di Bengasi con il virus dell’Aids è, innanzitutto, una condanna ingiusta. La comunità scientifica internazionale e i maggiori esperti del settore (da Gallo a Montagnier) hanno chiaramente escluso la loro responsabilità, sulla base delle caratteristiche del ceppo del virus. La relazione tecnica stilata dagli esperti non è stata però tenuta in nessun conto ed è stata ritenuta più probante l’accusa avanzata personalmente dal leader libico Gheddafi.
Per queste ragioni, un intervento europeo, a cui chiediamo al governo italiano di concorrere attivamente, si impone non solo per ragioni umanitarie, ma per ragioni di giustizia.

Roma, 19 dicembre 2006.